Calabria. Sabina Stilo e Reggio “…città dei tanti sogni”

//Calabria. Sabina Stilo e Reggio “…città dei tanti sogni”

Reggio Calabria. di Giusi Mauro, da CALABRIA POST

Dopo un piccolo stop, riprendiamo il nostro viaggio – se pur virtuale – alla ricerca di tutti quei personaggi che nel loro codice genetico hanno il sole, il mare, il profumo di bergamotto e il piccante del peperoncino, noto come il DNA del calabrese doc. Ripartiamo alla grande, con un vero e proprio pezzo da 90. Non per stazza, se pur statuaria, ma perché è stata tra le show girl (anche se la definizione è riduttiva) più ammirate della tv negli anni ’90. Ballerina, cantante, attrice, conduttrice e giornalista, lei è: Sabina Stilo. Non ha bisogno di molte presentazioni, nata e cresciuta a Reggio Calabria in lei scorre sangue calabro-veneto, da queste due Regioni cosi diverse tra loro, Sabina ha ereditato sicuramente la tradizione culinaria, ci dice ridendo. “Di tipicamente calabrese, se così possiamo dire, ho sicuramente preso il forte senso di attaccamento e attenzione alla famiglia. Un attaccamento che potrebbe essere avvertito come eccessivo ma, a me piace avere un contatto continuo con la mia famiglia, fratelli, cugini, ed è una cosa che ho cercato di trasmettere anche alle mie figlie”. Anche lei, lasciò Reggio giovanissima per inseguire un sogno. Anche se, ci confessa nel corso della chiacchierata che “andarsene non è mai una vittoria, andare via è semplicemente un bisogno per raggiungere quel che vuoi”. E quindi le chiediamo che ricordi ha della sua vita qui a Reggio? “Ho dei ricordi bellissimi, era il periodo della spensieratezza, dei tanti sogni. Vivevo tanto la città, tra scuola amicizie, ricordo il mare, le passeggiate, spazi infiniti. Sono queste le cose che mi mancarono di più quando mi trasferì. Ero una ragazzina piena di interessi, di passioni e, ogni tanto soffrivo le poche possibilità che la città mi offriva. Studiare canto, danza, non veniva visto proprio bene da chi mi stava vicino. Ecco ricordo che nonostante fossi una ragazzina che studiava tantissimo si impegnava, venivo scoraggiata dagli insegnanti in questa mio sogno. Ecco forse l’unica cosa che un po’ mi pesava, e per questo mi stava stretta sotto questo punto di vista Reggio, era la poca curiosità negli altri di voler conoscere e fare altro. Sembrava fossero rassegnati. Io, forse perché ammaliata dai racconti di mia madre avevo voglia di spaziare, conoscere non fermarmi, infatti, già all’età di 14 anni studiavo e lavoravo. Ho avuto una bellissima infanzia a Reggio”.

Come riusciva a conciliare le due cose? “Effettivamente non lo so. Io al mattino andavo a scuola, poi facevo le mie lezioni di danza, canto, aerobica e poi ricordo mio padre o mia sorella, che era più grande, mi accompagnavano a Villa a prendere la nave per Messina dove lavoravo per una piccola emittente tv, poi a mezza notte riprendevo la nave per tornare, ricordo ancora il freddo al viaggio di ritorno. Li cercavo di studiare per i giorno dopo. E così via. Se ci penso adesso non so come riuscivo a fare tutto. Probabilmente la passione. Se si ha quella si fa tutto. Ma è una cosa che tutt’ora mi appartiene, anche alle mie figlie voglio far fare tante cose e loro talvolta mi guardano un po’ perplesse”. La sua famiglia come ha reagito quando gli ha comunicato che avrebbe voluto entrare nel mondo dello spettacolo? “Sono stata fortunata, la mia famiglia non si è mai opposta. Solo su una cosa mio padre fu irremovibile, se avessi voluto partire avrei dovuto proseguire gli studi e li per accontentarlo mi iscrissi alla Facoltà di i ingegneria chimica ma ben presto l’accantonai. Arrivata a Roma, inizia subito a lavorare avevo solo 20anni”. Da quel primo programma, Serata d’onore, condotto da Pippo Baudo, Sabina Stilo non si è più fermata, a quello seguirono: l’anno successivo, 1989 Televiggiù, per il quale ha cantato anche la sigla finale Uomini, e nell’autunno dello stesso anno ha fatto parte del cast della trasmissione comica Emilio. Nell’estate del 1990 è stata protagonista su Canale 5 della seconda edizione di Bellezze al bagno, versione Mediaset di Giochi senza frontiere, al fianco di Marco Columbro. Nel 1991 ha condotto la versione invernale del varietà, Bellezze sulla neve, sempre su Canale 5 e, ancora affiancata da Columbro, insieme a Francesco Salvi e PaoloBonolis, ha fatto parte dello spettacolo di capodanno dal titolo Evviva l’allegria. Il 13 marzo 1992 ha condotto la puntata zero del celebre varietà Mediaset La sai l’ultima?. Nel frattempo ha partecipato al lancio di Telecinco in Spagna e, nel 1992, ha condotto Il grande circo di Retequattro, per il quale inciderà anche la sigla Canta con me. Dopo questa conduzione, ha partecipato allo spettacolo teatrale Uomini targati Eva ed ha preso parte come attrice alla fiction La dottoressa Giò 2. Tra i tanti grandi della televisione con i quali ha avuto il piacere di lavorare, chi le è rimasto più impresso? “Non ce n’è uno in particolare, tutti più o meno ti insegnano qualcosa, ricordo l’attenzione di Pippo Baudo. Lui era il primo ad arrivare, restava sino a tardi a seguire le prove, stava attento allo smalto che portavamo, il trucco, l’abito, seguiva tutto in prima persona era uno stacanovista. Ecco a lui, devo l’aver imparato l’attenzione scenica, il saper stare sul palco”. Entrare nel mondo dello spettacolo, non è facile ma, ancora più difficile è restarci. In questo caso a fare la differenza è non solo l’impegno ma, anche, il sapersi reinventare e lei ne è un esempio.

Com’è ci è riuscita? “Eh, vede, al mio rientro in Italia, dopo la parentesi professionale in Spagna e Cile, la televisione che ho trovato era cambiata, non c’erano più i grandi varietà, i grandi spettacoli con i quali avevo iniziato la mia carriera. Era arrivata l’era delle veline, dei talk ecc. Li la strada non fu facile, la mia fortuna è stata non essermi mai adagiata, sono sempre stata molto attiva, ho sempre continuato a studiare, a coltivare altri interessi, ho fatto master, corsi che nulla avevano a che fare con la danza o il canto. E mi ero accorta che comunque le capacità le avevo, quindi mi sono buttata sul teatro, la tv, infatti ho lavorato in teatro, fiction. E così via. Poi lo stop per scelta, è arrivato quando ero in attesa della mia prima figlia. Li, la calabrese che è in me ha scelto di dedicarsi alla famiglia ma, è stato uno stop che non ha precluso nulla, perché se una cosa la vuoi fare la si fa”. E infatti, lo stop per dedicarsi alla famiglia non ha compromesso nulla nel proseguire nella sua carriera, anzi, le ha permesso di iniziare una nuova vita. Nel 2004 è stata una delle giornaliste del canale tematico Rai Utile, nel 2010 ha condotto la rubrica sportiva Formula S su Rai Sport 1 e dal 2017 conduce “Questioni di Stilo” , un programma di interviste a personaggi del mondo della cultura, della moda e dello spettacolo, trasmesso dal canale radiofonico Rai Radio Live. Prima di congedarci, le chiediamo cosa pensa della sua Reggio, oggi. “A Reggio ho ancora gran parte della mia famiglia e molti miei amici”. Tra loro anche l’attore Giacomo Battaglia, al quale Sabina Stilo, rivolge un pensiero ed un saluto per un “caro amico che sta affrontando la sfida più difficile della sua vita”. “Venivo spesso a Reggio, poi è capitato per vari motivi di non tornarci per tre anni, e quando sono tornata per far conoscere la città alle mie figlie, alle quali avevo descritto del bellissimo mare che abbiamo, ho con rammarico constatato che molte cose non sono cambiate molto e questo mi dispiace. Non riusciamo a valorizzare ciò che di bello abbiamo, ne le qualità del territorio ne le personalità che il territorio forma. Pensiamo sempre che gli altri siano più belli e più bravi, che abbiano qualcosa in più di noi, ma non è così. Ci dobbiamo ribellare, dobbiamo, cambiare questo modo di pensare e iniziare a prendere coscienza delle nostre capacità e dei nostri talenti”.

Reggio Calabria 26 gennaio 2019

Di |2019-01-26T18:01:54+00:00gennaio 26th, 2019|Mondo Stemal|Nessun commento
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