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Lopez dalle mille voci, questo sì che è il varietà
TEATRO ASTRA. Il comico fa il pieno di pubblico a S. Giovanni Lupatoto
Anche Massimo Lopez ha il suo One Man Show. Portarlo a San Giovanni era il sogno del direttore artistico Ugo Massella. Il teatro Astra era assiepato per Varie-età, sogno avverato e record di presenze superato: più di seimila nella stagione che si sta per chiudere.

Varie-età è spettacolo molto facile, è preconfezionato, una rivista strutturata nelle gag, nelle battute, nei pezzi e negli intermezzi, ballerini compresi (Manuela Scravaglieri, Francesco Cariello). Il recitato è costruito per planare comodamente sulle imitazioni: da Vespa a Di Pietro. Il copione di Lopez prevede che già dopo dieci minuti l'attore dichiari (recitando) che il Vari-età è una scatola magica in cui tornar bambini. Nessuna fatica a credergli, di sicuro di infantile c'è l'innocenza. Innocue le battute, indolore la satira. Aggiornamento dell'imitazione del fu papa Ratzinger per metà, tanto quel che conta è la forma. La forma deve divertire e l'esperienza infinita di Lopez lo sa. Imitare Ratzinger è diverso che farlo con Papa Giovanni Paolo II o il Papa Buono. Per gli ultimi due non servono i contenuti, la voce è omaggio, ricordo, abilità pura nel ripeterne i toni e i colori. Commozione e simpatia, nel sentire voci scomparse e quelle ancora calde di Lelio Luttazzi e del suo jazz ironico di Chiedimi tutto accompagnato dal vivo dalla Big Band Jazz Company. Dalla rotondità armonica del maestro triestino a Frank Sinatra c'è solo un passo in smoking: forma anch'essa perfetta per il suo humour composto e un po' vintage. E poi è tutto un canto felice e un valzer veloce da quello del Moscerino a Mary Poppins. Ma è soprattutto la versatilità vocale a confonderci in una schizofrenia di identità e memorie. Lopez passa da un dialetto all'altro aiutato dalla spalla Alessio Schiavo, da un personaggio all'altro perdendosi in mille intonazioni, consce o inconsapevoli come la naturalezza con cui attraversa anche la voce di Amanda Lear. La concorrenza è spietata e Lopez si sa difendere, anche senza bisogno di aggiornare i testi. Il suo è un innanzi tutto un divertimento: prendersi il lusso di rifare l'imitazione di Prodi vale di più che star al passo con la politica di oggi. Gli basta una imitazione di Mario Monti straordinaria ed esilarante per spazzar via con un paio di occhiali generazioni di giovanissimi figli di Zelig. Signori, è l'avanspettacolo.
Simone Azzoni



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